“Bambini senza nome”. Sabato 25 novembre su Rai1 lo speciale sulla XX edizione del Premio Luchetta

Premio Luchetta Rai1 Bambini senza nome

Bambini senza nome era il titolo del servizio che Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo stavano realizzando quando, il 28 gennaio 1994, vennero uccisi a Mostar dallo scoppio di una granata. Oggi, Bambini senza nome è il titolo del nuovo approfondimento, che andrà in onda sabato 25 novembre su Rai1 in seconda serata, e che Rai Intrattenimento Prime Time ha prodotto e dedicato al Premio Luchetta. A poco più di due mesi dal trentesimo anniversario della strage in cui persero la vita i tre giornalisti della sede di Trieste, la Rai li ricorda con una trasmissione che rende omaggio al giornalismo sul campo. Un titolo dal forte valore simbolico che unisce idealmente l’ultimo lavoro della troupe triestina, l’instancabile attività a sostegno dei bambini più indifesi promossa dalla Fondazione Luchetta e il Premio stesso, che ogni anno seleziona i migliori giornalisti e fotografi che con i propri lavori realizzati nelle zone di guerra, di violazione dei diritti o di grande disagio sociale, raccontano le violenze, le privazioni e le ingiustizie patite dai più piccoli.

Sullo sfondo dei luoghi simbolo di Trieste come il Porto Vecchio e la Risiera di San Sabba, unico esempio di Lager nazista in Italia durante la Seconda guerra mondiale, l’inviata Rai Giovanna Botteri, conduttrice della puntata, dialogherà con i vincitori dell’edizione 2023 del Premio: Elena Basso per la Stampa Italiana, Lisa Iotti, Irene Sicurella, Sabrina Carreras e Antonella Bottini per la categoria Reportage, Celine Martelet per la stampa internazionale, Vincenzo Frenda per le TV News e Marco Gualazzini per la Fotografia, con Daniela Schifani Corfini Luchetta, presidente della Fondazione, con Maria Concetta Mattei, presidente della Giuria del Premio, e con Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

Bambini senza nome, trasmissione scritta da Anna Migotto e con la regia di Ciro D’Aniello, farà conoscere al grande pubblico gli autori della foto e dei reportage vincitori e soprattutto le drammatiche storie di cui si sono fatti testimoni, esattamente come stavano facendo Luchetta Ota e D’Angelo nel giorno in cui persero la vita. Sarà inoltre l’occasione per sottolineare l’incessante lavoro della Fondazione che dopo Slatko, il bambino che Luchetta, Ota e D’Angelo salvarono facendogli da scudo con i propri corpi, ha accolto e accudito nelle proprie strutture oltre 800 bambini.

La puntata speciale, della durata di cinquanta minuti, ha visto la collaborazione di FVG Film Commission e del Comune di Trieste.